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CITTADINANZA DIGITALE INIZIA DAL PTOF

CITTADINANZA DIGITALE INIZIA DAL PTOF

Il PTOF è il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, cioè il documento fondamentale con cui ogni scuola definisce la propria identità educativa, organizzativa e progettuale per un triennio.

Molti istituti, come quelli con PTOF 2025-2028, adottano curricoli digitali con DigComp per obiettivi specifici per ciclo scolastico includendo progetti per lo sviluppo di competenze digitali trasversali (alfabetizzazione, comunicazione, creazione contenuti, sicurezza, problem solving). Esso si allinea al Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e al RAV, prevedendo azioni per potenziare infrastrutture, formazione docenti e inclusione digitale.

Definizione e base normativa

È l’evoluzione del precedente POF, introdotta dalla Legge 107/2015 (“La Buona Scuola”) come piano con validità triennale, aggiornato di norma ogni anno.

Esplicita l’autonomia della scuola: finalità educative, obiettivi generali, scelte didattiche, organizzative e di gestione delle risorse, in coerenza con le norme nazionali e il contesto locale.

Cosa contiene

Analisi del contesto (utenza, territorio, risorse), curricolo, attività extracurricolari, progetti PTOF, inclusione, orientamento, PCTO, competenze digitali, formazione docenti e ATA.

L’organizzazione del servizio: orari, articolazione dei plessi, criteri organizzativi, utilizzo delle risorse economiche e professionali, collegamento con RAV, PdM e rendicontazione sociale.

Chi lo elabora e chi lo approva

È elaborato dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi per le attività e la gestione definiti dal dirigente scolastico.

È approvato dal consiglio di istituto, che lo adotta come documento ufficiale dell’istituzione scolastica; è pubblicato sul sito per garantire trasparenza verso famiglie e territorio.

NOTE E SUGGERIMENTI

Sarebbe particolarmente utile e strategico valutare in modo sistematico e strutturato le competenze digitali degli studenti al termine di ciascun anno scolastico, attraverso strumenti standardizzati e coerenti con il framework Digicomp 2.2, per misurare con precisione l’impatto del percorso progettuale e formativo complessivo sulla crescita della loro “personalità digitale”.
Tale valutazione non solo permetterebbe di verificare i progressi concreti in aree chiave come la competenza informatica, la comunicazione digitale, la creazione di contenuti, la sicurezza online e il problem solving digitale, ma anche di calibrare tempestivamente eventuali interventi personalizzati, favorendo un’evoluzione consapevole e responsabile nell’uso delle tecnologie.

Parimenti essenziale appare una trattazione più approfondita e specifica delle competenze digitali dei docenti incaricati della formazione degli studenti, integrando esplicitamente il framework DigicompEdu – dedicato proprio alle professionalità educative – all’interno della documentazione dedicata alla formazione del personale scolastico.
Questo approccio garantirebbe che gli educatori possiedano e sviluppino adeguatamente le sei aree prioritarie del DigicompEdu (professionalizzazione digitale, contenuti digitali, insegnamento e apprendimento, valutazione digitale, potenziamento degli studenti, facilitazione dell’uso delle tecnologie), creando una sinergia virtuosa tra chi forma e chi apprende, e assicurando così una didattica digitale autentica e di qualità.

Il Piano di Formazione del Personale docente e ATA deve essere progettato concretamente allo scopo di migliorare le competenze e la sicurezza. Non basta solo l’enunciazione delle attività di animazione digitale per il personale docente, con laboratori e workshop o Attività di formazione per il personale ATA sulle competenze digitali ma il piano deve essere organizzato e strutturato sulla base del framework europeo delle competenze digitali per il personale scolastico.

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