Raspberry PI: quando le epoche non sono che momenti fugaci

Se è vero che il termine epoca venga usato per indicare un intervallo di tempo nel quale determinati avvenimenti accadono e che rappresenti un periodo piuttosto lungo inserito a sua volta in un contesto temporale più ampio – come ad esempio quello dell’era vittoriana, un periodo di ben 70 anni inserito poi nel contesto del colonialismo britannico – come facciamo a parlare dell’era dell’Apple II durata pochissimi anni o dell’era del mouse che, a causa dell’avvento dei monitor touch-screen, da periferica considerata immancabile per l’interfaccia grafica, potrebbe essere consegnata alla storia in brevissimo tempo – io spero di no 😉 , dell’epoca del Raspberry PI che, presente sul mercato da qualche anno e ancora sconosciuto a molti come computer, potrebbe determinare un’epoca del digitale a se stante?

Ormai non ci dobbiamo più meravigliare di niente e dobbiamo essere pronti a tutto, anche a frasi di questo tipo: “The Model B+ is the final revision of the original Raspberry Pi. It replaced the Model B in July 2014 and was superseded by the Raspberry Pi 2 Model B in February 2015″.

Raspberry Pi 2 Model B is the second generation Raspberry Pi

Raspberry Pi 2 Model B is the second generation Raspberry Pi

“Sembra di essere sul circuito di Maranello dove non si fa in tempo a segnalare il sorpasso della Ferrari che è già stata sorpassata da un’altra più veloce” potrebbe dire qualcuno. Come dire, insomma, che abbiamo fatto tanto per imparare a firmare cercando di sconfiggere l’analfabetismo da ritrovarci poi a doverne dimenticare valore e senso a favore di chissà quanti token per firma digitale da portare in giro, ma questo è un altro discorso. Ciò che voglio dire che a questa velocità è davvero complicato adeguarsi e recipire, formare ed istruire ma spero che in molti si stiano abituando a questi ritmi e che tutti gli altri si stiano per abituare altrimenti si corre davvero il rischio di esser doppiati già al primo giro!

Intanto abbiamo finito installazioni ed aggiornamenti  del nostro Rasberry Pi 2 Model B che nel frattempo è diventato un ARM quad-core a 900 Mhz con 1GB di RAM

Domani Linux Day in molte città e località italiane: LibreOffice c’è


[libreitalia.it]

Dropbox, utilizzarlo è comodo…

Dropbox è un diffuso servizio di cloud storage e di file hosting che consente di ottenere minimo 2 GB di spazio di memorizzazione che può essere condiviso da computer, smartphone con android, ipad e iphone grazie ad un’applicazione multipiattaforma ed utilizzato per backup di file da tenere sempre disponibile su qualsiasi device e computer.

E’ semplicissimo da utilizzare:

  1. collegarsi all’indirizzo http://db.tt/hlfvkMK8
  2. compilare first and last name, email e password per creare l’account
  3. seguire le istruzioni per installare l’applicazione sul device

Cosa ne pensi? Lascia un commento.
Ringrazio anticipatamente i primi 16 che utilizzeranno il link suddetto in quanto mi accrediteranno 500 MB sul mio Dropbox.

Dropbox è un diffuso servizio di cloud storage e di file hosting

ddl n. 3270 e nuove professionalità

Oltre alle professioni “ordinistiche” (o “protette”) si sono sviluppate, anche nel nostro Paese e con intensità crescente nel corso degli ultimi anni, tipologie di professioni che hanno dato, o meno, vita ad autonome associazioni professionali rappresentative di tipo privatistico.

Si tratta delle cosiddette professioni non regolamentate o “non protette”,  diffuse in particolare nel settore dei servizi, che non prevedono alcuna iscrizione ad ordine o collegio professionale per poter essere esercitate. e che riguardano direttamente tutte quelle professionalità moderne, associate alle nuove tecnologie digitali e difficilmente inquadrabili nel contesto tradizionale dell’organizzazione in ordini e collegi. Continue Reading