“Una filosofia in cui è il computer a rispondere ai nostri comandi e non Viceversa”

Ricevo un messaggio da uno studente della facoltà di giurisprudenza di Taranto, diventato cultore dell’open source dopo aver sostenuto l’esame di abilità informatiche del suo corso di laurea, che mi avvisa della presenza, in edicola, del n.1 della rivista intitolata “Open Source Magazine“.

Leggendo abitualmente diverse riviste che trattano di open source e internet, vengo spinto dalla curiosità di cercarla per darne un’occhiata.
Come capita per tutte le riviste in erba non è facile trovarne una copia, neanche in città, ma sono fortunato e trovo una edicola che ha già venduto l’unica copia in dotazione ed un’altra che ce l’ha ancora in vendita. La distribuzione in fin dei conti ha funzionato. Continue Reading

open source non convince Brunetta

Se in Piemonte si sta già realizzando, con soldi pubblici, un sistema di gestione documentale in software open source (doqui – http://www.doqui.it/ ), che anche altre regioni stanno considerando di adottare,
perchè si continua a spendere soldi per licenze software e si continua a disattendere il cosiddetto codice di amministrazione digitale?
Perchè lo Stato finanzia le multinazionali invece di creare una industria dell’open source tutta italiana? Perchè lo Stato non crede nelle università italiane che lavorano sull’open source?

L’associazione per il software libero, documenta sul proprio sito, all’indirizzo http://softwarelibero.it/lettera-brunetta, una lettera aperta inviata al Ministro Brunetta mostrando preoccupazione relativamente alla sottoscrizione di alcuni accordi fra pubblica amministrazione e Microsoft soprattutto perchè:

  • la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in licenze software (274 nel solo 2003)
  • l’azienda Microsoft è stata condannata in sede europea per abuso di posizione dominante
  • un Ministro della Repubblica non può ignorare che il software libero offre una valida alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05) impone di realizzare una valutazione comparativa prima d’acquisire il software da utilizzare.

Il disposto del comma 1 dell’art. 68 (Analisi comparativa delle soluzioni) del D. Lgs. 82/051 (secondo il quale le Pubbliche Amministrazioni, prima di acquisire programmi informatici, devono realizzare una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le soluzioni disponibili sul mercato, ivi incluse le soluzioni in software libero) è, in effetti, rimasto totalmente inattuato come anche evidenziato in “Proposte dell’Associazione per il software libero per lo sviluppo del software libero nella Pubblica Amministrazione” reperibile all’indirizzo http://www.softwarelibero.it/files/commissione_MEO_assoli_finale.pdf

Dobbiamo continuare sulla strada della diffusione dell’open source non soltando attuando iniziative di contestazione, che pur servono, ma anche rafforzando la partecipazione in siti giovani come http://www.camera2punto0.wordpress.com che agevola l’informazione, il dibattito ed il confronto.

Verona osa con Linux: L’Università migrerà all’open source entro tre anni. Con l’obiettivo di abbattere i costi

Interessante quello che sta facendo l’università di verona in merito all’adozione di software open source con l’atto di indirizzo qualche mese fa “emanato” http://www.univr.it/documenti/Documento/allegati/allegati694620.pdf

Noi della II facoltà di Giurisprudenza UNIBA di taranto è già da qualche hanno che formiamo i nostri studenti per essere sempre più vicini a linux ed alle tecnologie open source…e per noi il passo per una eventuale migrazione non sarebbe difficile…..ormai anche microsoft considera linux come un valido concorrente…http://punto-informatico.it/2693350/PI/News/microsoft-vede-linux-come-un-concorrente.aspx ,  oltre ad essere sempre più proiettati verso l’adozione di tecnologie cloud computing e i “macchinoni con supersoftware installati” non serviranno più, vedi i nostri network docenti www.iuraionica.net e www.agrariaunibas.net in perfetta tecnologia cloud computing.

Pirateria Informatica e Open Source

La battaglia delle case produttrici musicali e dei software informatici contro la pirateria online non sembra conoscere sosta, come dimostra l’ultimo processo contro i fondatori del sito Pirate Bay o come l’approvazione della leggte “tre errori e sei disconnesso” in Francia. Ma queste misure sono sufficienti? Ma soprattutto quali sono le tecnologie che i pirati utilizzano per aggirare la legge; ed ancor di più chi sono i veri pirati informatici? Domande queste che abbiamo posto al dott. Otello Carrieri, uno dei relatori che, giorno 16 e 17 Giugno, presso la facoltà di Giurisprudenza di Taranto, ha partecipato al convegno “Nuove piraterie e ordinamenti giuridici interni ed internazionali”. Continue Reading