Category Archives: Nework E Cms

Era digitale e pubblica amministrazione: superficialità o ignoranza?

Siamo nel pieno dell’era digitale e questo lo vediamo da molto tempo ormai, computer costosissimi degli anni ’70-’80 sono dignitosamente stati sostituiti da leggerissimi netbook che, non avendo proprio niente da farsi recriminare, hanno il merito di aver agevolato l’adeguamento tecnologico in modo ancora più semplice.

Da almeno 10 anni a questa parte quelle che erano Tecnologie dell’Informazione (IT) sono ormai conosciute con l’estensione “e della Comunicazione” (C).

Le ITC, ICT o TIC che dir si voglia, sono riuscite a trasformare computerdevice da semplici elaboratori calcolatori a efficaci strumenti di comunicazione quali radio, televisori e di interazione comunicativa alla stregua delle più innovative apparecchiature telefoniche.

In questi ultimi tempi il web 2.0, il cloud computing ed i social media hanno determinato un cambiamento radicale nella stessa comunicazione, al quale difficilmente ancora ci si riesce ad adeguare.

La necessità di strumenti legislativi quali il codice di amministrazione digitale(CAD), la consapevolezza di dover intervenire sul digital divide come anche sul miglioramento dell’aspetto infrastrutturale, ha  determinato un particolare cambio di rotta a livello nazionale, in molti casi anche a livello regionale, basti vedere il portale basilicatanet.it e altre iniziative on line per capire l’importanza data dall’istituzione regionale lucana alla comunicazione (per dir la verità ancora un pò poco interattiva) verso i cittadini.

Quando però scendiamo al livello di pubblica amministrazione periferica, comunale, sembra che parlare di comunicazione e interazione con il cittadino assuma le caratteristiche di superfluità, inutilità e dispendiosità.

E questa opinione sembra essere un luogo comune di maggioranza ed opposizione, governi e minoranze perchè, altrimenti, non ci spiegheremmo l’inesistenza di piani di comunicazione, di commissioni e gruppi di lavoro ad uopo preposti , surrogati da quella semplice osservanza delle disposizioni obbligatorie del CAD che fa sentire le amministrazioni locali con la coscienza a posto solo per aver predisposto dei fantomatici: albo pretorio PEC.

E allora se questa è la comunicazione come dovrebbe intenderla la pubblica amministrazione siamo davvero fuori strada.

Quando noi cittadini popolo della rete parliamo di comunicazione vogliamo alludere a tutta quella serie di strumenti che vanno dalla possibilità di guardare i consigli comunali on line a quella di usare le faccine brunettiane non solo per gli impiegati ma soprattutto per Consiglio comunale, giunta e commissioni. Chiediamo forse l’impossibile?

Facciamo esplicito riferimento alla necessità di discuterecommentare proposte, delibere, novità, insomma tutto ciò che qualcuno, solo perchè è stato eletto, viene investito della responsabilità di decidere in nome e per conto dei cittadini.

In nome e per conto di quegli elettori che rimangono pur sempre quel popolo sovrano che tutto sommato non dovrebbe mai essere messo da parte ma tenuto come punto di riferimento e naturale indicatore della giusta politica che lo riguarda direttamente. O forse rischiamo di passare per eretici?

Per concludere, grazie intanto a tutti quei “chiamati a ruoli politici ed istituzionali” che, credendoci, comunicano ed interagiscono con noi, popolo sovrano e semplici cittadini, mediante i social media più diffusi non attribuendo a Facebook solo quel ruolo ludico e di perditempo che davvero offende l’intelligenza di molti, soprattutto di chi lo pensa e lo sostiene. O sbaglio?

Abbiamo aggiornato alla versione 1.5.20 tutti i siti realizzati con piattaforma CMS open source Joomla

Oggi nell’e-scuola c’è Google Talk chatback badge per il colloquio con il docente!

Esempio di budge installatoUn tempo, nell’epoca del web 0.0, soprattutto nelle università, i docenti avevano una stanza e davano un orario per il ricevimento studenti mentre i professori di scuole medie, anche quelle superiori, fornivano un orario come disponibilità per il ricevimento dei genitori. Continue Reading

Verona osa con Linux: L’Università migrerà all’open source entro tre anni. Con l’obiettivo di abbattere i costi

Interessante quello che sta facendo l’università di verona in merito all’adozione di software open source con l’atto di indirizzo qualche mese fa “emanato” http://www.univr.it/documenti/Documento/allegati/allegati694620.pdf

Noi della II facoltà di Giurisprudenza UNIBA di taranto è già da qualche hanno che formiamo i nostri studenti per essere sempre più vicini a linux ed alle tecnologie open source…e per noi il passo per una eventuale migrazione non sarebbe difficile…..ormai anche microsoft considera linux come un valido concorrente…http://punto-informatico.it/2693350/PI/News/microsoft-vede-linux-come-un-concorrente.aspx ,  oltre ad essere sempre più proiettati verso l’adozione di tecnologie cloud computing e i “macchinoni con supersoftware installati” non serviranno più, vedi i nostri network docenti www.iuraionica.net e www.agrariaunibas.net in perfetta tecnologia cloud computing.