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Online il Vademecum “Pubblica Amministrazione e social media”

28 aprile 2012 in CAD Codice di Amministrazione digitale





E’ online il Vademecum Pubblica Amministrazione e social media, a cura di Formez PA e realizzato nell’ambito delle attività finalizzate alla elaborazione delle Linee guida per i siti web delle Pubbliche Amministrazioni. I Vademecum di approfondimento, forniscono alle Pubbliche Amministrazioni indicazioni operative su specifici temi innovativi, aspetti tecnico-operativi e normativi, utili per dare attuazione a quanto suggerito nelle Linee guida. Read the rest of this entry →

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Era digitale e pubblica amministrazione: superficialità o ignoranza?

13 luglio 2011 in CAD Codice di Amministrazione digitale, E-Government, Organizzazioni in Network





Siamo nel pieno dell’era digitale e questo lo vediamo da molto tempo ormai, computer costosissimi degli anni ’70-’80 sono dignitosamente stati sostituiti da leggerissimi netbook che, non avendo proprio niente da farsi recriminare, hanno il merito di aver agevolato l’adeguamento tecnologico in modo ancora più semplice.

Da almeno 10 anni a questa parte quelle che erano Tecnologie dell’Informazione (IT) sono ormai conosciute con l’estensione “e della Comunicazione” (C).

Le ITC, ICT o TIC che dir si voglia, sono riuscite a trasformare computerdevice da semplici elaboratori calcolatori a efficaci strumenti di comunicazione quali radio, televisori e di interazione comunicativa alla stregua delle più innovative apparecchiature telefoniche.

In questi ultimi tempi il web 2.0, il cloud computing ed i social media hanno determinato un cambiamento radicale nella stessa comunicazione, al quale difficilmente ancora ci si riesce ad adeguare.

La necessità di strumenti legislativi quali il codice di amministrazione digitale(CAD), la consapevolezza di dover intervenire sul digital divide come anche sul miglioramento dell’aspetto infrastrutturale, ha  determinato un particolare cambio di rotta a livello nazionale, in molti casi anche a livello regionale, basti vedere il portale basilicatanet.it e altre iniziative on line per capire l’importanza data dall’istituzione regionale lucana alla comunicazione (per dir la verità ancora un pò poco interattiva) verso i cittadini.

Quando però scendiamo al livello di pubblica amministrazione periferica, comunale, sembra che parlare di comunicazione e interazione con il cittadino assuma le caratteristiche di superfluità, inutilità e dispendiosità.

E questa opinione sembra essere un luogo comune di maggioranza ed opposizione, governi e minoranze perchè, altrimenti, non ci spiegheremmo l’inesistenza di piani di comunicazione, di commissioni e gruppi di lavoro ad uopo preposti , surrogati da quella semplice osservanza delle disposizioni obbligatorie del CAD che fa sentire le amministrazioni locali con la coscienza a posto solo per aver predisposto dei fantomatici: albo pretorio PEC.

E allora se questa è la comunicazione come dovrebbe intenderla la pubblica amministrazione siamo davvero fuori strada.

Quando noi cittadini popolo della rete parliamo di comunicazione vogliamo alludere a tutta quella serie di strumenti che vanno dalla possibilità di guardare i consigli comunali on line a quella di usare le faccine brunettiane non solo per gli impiegati ma soprattutto per Consiglio comunale, giunta e commissioni. Chiediamo forse l’impossibile?

Facciamo esplicito riferimento alla necessità di discuterecommentare proposte, delibere, novità, insomma tutto ciò che qualcuno, solo perchè è stato eletto, viene investito della responsabilità di decidere in nome e per conto dei cittadini.

In nome e per conto di quegli elettori che rimangono pur sempre quel popolo sovrano che tutto sommato non dovrebbe mai essere messo da parte ma tenuto come punto di riferimento e naturale indicatore della giusta politica che lo riguarda direttamente. O forse rischiamo di passare per eretici?

E allora per concludere, grazie intanto a tutti quei “chiamati a ruoli politici ed istituzionali” che, credendoci, comunicano ed interagiscono con noi, popolo sovrano e semplici cittadini, mediante i social media più diffusi non attribuendo a Facebook solo quel ruolo ludico e di perditempo che davvero offende l’intelligenza di molti, soprattutto di chi lo pensa e lo sostiene. O sbaglio?

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Formati aperti e PA

9 maggio 2011 in CAD Codice di Amministrazione digitale, E-Government, Open Source





Le Pubbliche Amministrazioni, nella predisposizione o nell’acquisizione del software, devono adottare soluzioni informatiche che assicurino l’interoperabilità e la cooperazione applicativa, per rappresentare i dati e i documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto, salvo eccezionali esigenze.
Così conclude la pagina relativa ai formati aperti ( http://www.digitpa.gov.it/formati-aperti ) del sito idi DigitPA, Ente Nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

FlossworldNon voglio entrare nel merito di cosa possa significare “acquisizione” da parte della Pubblica Amministrazione del software nel caso di soluzioni FLOSS (Free/Libre Open Source) ma sicuramente sono ben note le ripercussioni su dati e documenti quando viene ritirato un formato proprietario dal mercato.

Tenendo il corso di abilità informatiche presso la II Facoltà di Giurisprudenza UNIBA con sede a Taranto, ho sempre promosso l’indagine sulla sensibilità delle PA locali verso l’Open Source, chiedendo agli studenti di verificare quanti e quali uffici utilizzassero la suite Open Office con risultati che preferisco evitare di menzionare in questa sede.

Credo però di non sbagliare proponendo a tutti di incoraggiare l’utilizzo di tutti i formati Open Document Format ODF, come ODT e ODP come standard per i documenti, oltre al formato ODS (e non mi rendo conto perchè solo questo) come proposto da DIGITPA.
Per approfondimenti: http://www.odfalliance.org/resources.php

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CST Matera riprende la sua attività

28 marzo 2011 in CAD Codice di Amministrazione digitale, E-Government, Open Source





Dopo una pausa di un anno e mezzo circa apprediamo con piacere che il mese scorso, inizi di Febbraio, sono stati riavviati i servizi informatici del CST Matera.

Ricordiamo che il CST  è il Centro Servizi Territoriale per l’e-Government, lo strumento operativo a servizio del “territorio” per superare il digital devide o “divario digitale” e supportare i Comuni, soprattutto quelli piú piccoli, nell’integrazione all’interno dei processi di innovazione tecnologica promossi a livello regionale e nazionale.

Il sito web del CST, disponibile all’indirizzo http://www.cstmatera.it, ha anche la sezione OpenCST, individuata come iniziativa promossa dal Centro Servizi Territoriale della Provincia di Matera per supportare la diffusione del software Open Source nelle Pubbliche Amministrazioni.

La nostra speranza è che tale sezione non venga ignorata come ha fatto Brunetta nella nuova versione del CAD ma avviata quanto prima e non trascurata in quanto davvero notevoli sono i vantaggi derivanti dalla possibilità di disporre del codice sorgente in loco al fine di poterlo migliorare per una maggiore personalizzazione ed adeguamento dell’ente locale.