Didattica innovativa e ambienti di apprendimento: 5 casi di studio

La scuola si sta trasformando con l’avvento del digitale. Il docente non deve perdere la sua identità didattica ma non si potrà più prescindere dall’utilizzo di strumenti informatici e web 2.0 .
Non digitale per forza quindi ma digitale è utile per concetti innovativi come Byod, flipped learning, collaborative learning.
In questo modo il docente abbandona la sua cattedra e scende fra i banchi degli studenti e diventa agevolatore dell’apprendimento e non soltanto un erogatore di informazioni.
Guarda il video e indicaci quale dei 5 esempi ritieni più fattibile nel tuo caso?

11 Thoughts on “Didattica innovativa e ambienti di apprendimento: 5 casi di studio

  1. aurora onorati on 18 ottobre 2017 at 14:35 said:

    Ho trovato il video molto interessante ma difficilmente applicabile alle nostre realtà .
    Non si tratta solo di disporre di attrezzature ,ma soprattutto di cambiare in primis il modo di fare didattica.Ciò comporta non solo formare i docenti ,ma modificare i libri di testo che dovrebbero fornire più che informazioni elementi per acquisire conoscenze ( usando internet per esempio).
    La Flipped classroom richiede a mio avviso uno sviluppo pieno di una didattica per competenze dove gli alunni imparano a sostituirsi al docente attraverso le abilita’ sviluppate. Ciò che forse si potrebbe realizzare nell’immediato sono le aule a tema.

  2. aurora onorati on 18 ottobre 2017 at 14:35 said:

    Ho trovato il video molto interessante ma difficilmente applicabile alle nostre realtà .
    Non si tratta solo di disporre di attrezzature ,ma soprattutto di cambiare in primis il modo di fare didattica.Ciò comporta non solo formare i docenti ,ma modificare i libri di testo che dovrebbero fornire più che informazioni elementi per acquisire conoscenze ( usando internet per esempio).
    La Flipped classroom richiede a mio avviso uno sviluppo pieno di una didattica per competenze dove gli alunni imparano a sostituirsi al docente attraverso le abilita’ sviluppate. Ciò che forse si potrebbe realizzare nell’immediato sono le aule a tema.

  3. patrizia on 18 ottobre 2017 at 13:54 said:

    Il video è esaustivo ed interessante. Utilizzo questo tipo di apprendimento da alcuni anni provando a sfruttare quelle poche aule corredate di supporti digitali; il resto del lavoro viene eseguito a casa dagli alunni e condiviso la volta successiva in classe. Ritengo, però, che ci siano ancora delle barriere da abbattere in quanto, anche se “tecnologicamente evoluti”, non tutti sono in grado di realizzare lavori autonomi a casa dovendo fare i conti con mancanza di connessione WIFI, computers, ecc.

    • Concordo con te l’ultima tua considerazione, non sempre ci sono le condizioni per farlo ma sarà interessante discutere in gruppo con te delle tue esperienze ormai consolidate nell’utilizzo delle aule corredate di supporti digitali. Grazie

  4. Antonella on 17 ottobre 2017 at 21:06 said:

    Il video l’ho trovato molto interessante, ma lontano dalla realizzazione imminente, per vari motivi. I nostri ambienti sono tutt’altro che attrezzati e se ciò non bastasse ci sarebbe da aggiungere la reticenza di molti insegnanti all’uso delle nuove tecnologie. La strada da percorrere è lunga ma si iniziano a fare piccoli passi. Non ci sono dubbi sul fatto che il metodo di insegnamento proposto nel video è accattivante e stimolante, ma come insegnante ritengo che si possa insegnare in tanti modi. Un buon insegnante deve saper trovare il modo per creare negli allievi lo stimolo ad apprendere e a crescere con qualsiasi strumento…computer, libro… Non sono d’accordo con la totale eliminazione del cartaceo, ma un uso equilibrato di entrambi i metodi porterebbe a grandi risultati. Ci auguriamo che ciò avvenga e, da parte nostra, ce la metteremo tutta.

    • Ha ragione, si può insegnare in tanti modi ma nel digitale dobbiamo crederci perchè ormai le generazioni scolastiche nella loro natività digitale sono così immersi in questo nuovo modo di vivere e vedere le cose che siamo noi a doverci adeguare. Ci creda 😉

  5. Maria Rosaria Leone on 16 ottobre 2017 at 13:57 said:

    Dopo aver visto questo video…diventa imbarazzante entrare in aula, sedersi su signora cattedra e sporcarsi le mani di gesso…Mi colpisce la parola”ambiente”..Credo che tutto parta dall’organizzazione dell’ambiente di apprendimento, inteso come spazio fisico…conforme ad una didattica coadiuvata dalle tecnologie, costruita e usufruita dalla collegialità dei ruoli di insegnante ed allievo, che abitano questo spazio “armoniosamente didattico” e lo trasformano in ambiente in cui si costruiscono competenze. Non sono molto d’accordo sull’abolizione del testo in formato cartaceo…ma il suo uso in sinergia con tablet ecc. lo trovo molto interessante e motivante. Costruire in piccolo gruppo e condividere con la classe la realizzazione di una presentazione digitale riferita a qualsiasi argomento, piuttosto che pagine e pagine di testo, lo trovo un ottimo mezzo di costruzione di conoscenze e competenze, perchè incarna un sistema di apprendimento in cui l’allievo, protagonista, ha la possibità non solo di riferire un certo numero di conoscenze apprese, ma di osservare, analizzare, raccogliere dati, elaborare e costruire le stesse ridefinendole per renderle accattivanti e, soprattutto, fruibili da tutti.

  6. Iolanda Serra on 16 ottobre 2017 at 13:22 said:

    ”Digitale ma non per forza” non è solo uno slogan, ma la conferma di un cammino che sta raggiungendo un traguardo che è più vicino di quanto pensassimo.
    La scuola digitale non è ”la scuola del futuro”, ma è già realtà in tante esperienze didattiche, italiane e non.
    Certo, si tratta di una rivoluzione epocale, una trasformazione profonda della didattica e del processo insegnamento/apprendimento.
    Flipped classroom, cooperative learning, tablet come libri e divani e cuscini al posto di banchi e sedie, un touch screen al posto delle penne, il mondo sul palmo della mano…. tante occasioni per conoscere, fare, creare, modificare, plasmare il presente… per sentirsi artefici del proprio sapere, padroni del proprio futuro.
    Che dire! E’ una realtà che avanza e con la quale ci dobbiamo misurare, forse ci sentiamo ancora sprovvisti di mezzi e strumenti o forse è un processo più profondo quello che facciamo ancora fatica ad avviare, quel doverci separare dall’ ” abbiamo sempre fatto così”.
    Il nuovo è sempre una bella sfida, una provocazione alla nostra capacità di riadattamento ai cambiamenti che ci vengono incontro… sta a noi… decidere se metterci in gioco o restare a guardare, se camminare con il mondo o chiuderci nelle nostre certezze come roccaforti invalicabili! Il futuro corre veloce … forse anche noi dovremmo adeguare il nostro passo!

  7. Berardino Torraco on 15 ottobre 2017 at 21:51 said:

    sicuramento un modello di comunicazione che sarebbe apprezzato da ogni alunno, il problema sarebbe il riformare tutti gli ambienti che sono nati , evidentemente con una idea di classe e insegnante che la padroneggia. Fra tutti , il sistema Agorà sembrerebbe il più adatto per il confronto. Quello che mi sembra un poco difficile da raggiungere è la consapevolezza dei nostri alunni, magari quelli che hanno più lacune a livello di apprendimento. Tutto sommato però, il sistema digitale, per stimolare meglio i nostri alunni e per renderli più partecipi alla condivisione , mi sembra la via giusta anche per noi che, siamo a digiuno delle diverse didattiche digitali.

    • Perfetto, grazie per il suo contributo. Credo anche io che gli strumenti digitali stimoli l’apprendimento e renda i discenti più partecipi alla lezione ma soprattutto protagonisti del proprio apprendimento.

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