Didattica innovativa e ambienti di apprendimento: 5 casi di studio

La scuola si sta trasformando con l’avvento del digitale. Il docente non deve perdere la sua identità didattica ma non si potrà più prescindere dall’utilizzo di strumenti informatici e web 2.0 .
Non digitale per forza quindi ma digitale è utile per concetti innovativi come Byod, flipped learning, collaborative learning.
In questo modo il docente abbandona la sua cattedra e scende fra i banchi degli studenti e diventa agevolatore dell’apprendimento e non soltanto un erogatore di informazioni.
Guarda il video e indicaci quale dei 5 esempi ritieni più fattibile nel tuo caso?

Sistemi Informativi Territoriali – Cosa sono?

Sin dai tempi più remoti l’uomo ha avuto l’esigenza di orientarsi e di disporre di strumenti per conoscere la sua posizione: ne sono esempi tipici mappe e strumenti utilizzati dai pirati quando nascondevano il tesoro, esploratori come Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci o gli stessi più moderni navigatori satellitari.

Le tecniche di rappresentazione del territorio erano allora molto rudimentali ma sufficientemente utili ai fini della navigazione e dell’esplorazione: si pensi ai graffiti o alle incisioni sulle tavolette d’argilla realizzati da egizi o babilonesi, che riportavano in modo schematico la posizione strategica di antichi villaggi o accampamenti militari.

Pietre miliari del mondo della cartografia sono la realizzazione della prima carta del mondo abitato, disegnata da Anassimandro Da Mileto, come anche gli studi geografici di Eratostane da Cirene, volti a stimare in modo più o meno accurato la lunghezza del meridiano terrestre.

Solo con il passare dei secoli e con l’introduzione di nuovi criteri di misurazione della superficie terrestre e di rappresentazione grafica si è passati alla costruzione di carte sempre più complesse e dettagliate (si veda a esempio la nascita della carta di Mercatore e l’introduzione della triangolazione che consente di collegare una serie di punti del terreno formando una rete di triangoli adiacenti per determinare le coordinate, fino ad arrivare all’uso del sistema di posizionamento globale satellitare).

 

Con l’avvento dei calcolatori, data la necessità di realizzare carte di dettaglio e di gestire quantità di informazioni geografiche sempre maggiori, è nata la cartografia digitale che ha lasciato sempre più spazio a strumenti e risorse necessarie alla gestione e condivisione di dati di tipo geospaziale, noti oggi come Sistemi Informativi Territoriali (GIS).

Ogni giorno siamo circondati da questi strumenti senza rendercene conto: tra gli esempi più lampanti risaltano le mappe interattive di Google e Bing e i servizi di navigazione satellitare realizzati e gestiti da TomTom e altre società operanti nel settore.

Con l’avvento dei GIS e dei database geografici ad essi associati si vuole garantire a qualsiasi utente la visualizzazione e gestione ottimale di piccole e grandi quantità di dati di tipo geografico.

Grazie a questi programmi chiunque abbia discreta conoscenza del mondo della geografia e dell’informatica ha l’opportunità di caricare e visualizzare punti con coordinate bene definite, gestire mappe catastali, creare schemi e reti di servizi e sottoservizi, gestire il verde pubblico, creare vere e proprie mappe tematiche in due o tre dimensioni relative ai settore ambiente, turismo e agricoltura, pubblicare e condividere online dati geografici e renderli interattivi. E tutto questo può essere fatto a costo praticamente zero, grazie ai programmi di gestione del dato cartografico distribuiti con licenza open source.

Ubuntu 16.04 LTS – Xenial Xerus lo scoiattolo amichevole

Faccio riferimento ad un articolo del 5 Maggio pubblicato su Puntoinformatico.

GNOME SoftwareUnity 8 ancora non c’è ma se non vogliamo accontentarci della versione 7 allora l’autore dell’articolo ci suggerisce di installarlo manualmente, lanciando da terminale il comando

sudo apt-get install unity8-desktop-session-mir.

Oltre agli aggiornamenti delle versioni di firefox e LibreOffice, Ubuntu Software Center lascia il posto a GNOME Software.

La domanda che ci si pone, dunque, è: vale la pena installarlo?

 

LibreOffice o Microsoft Office? Una riflessione: interoperabilità e disponibilità

Interessante presentazione sulla vera alternativa open source a Microsoft Office.

Il termine “alternativa” non deve far pensare, però, che le due suite siano uguali o copie, soprattutto se prendiamo come punto di partenza la versione 2007 di Microsoft Office che ha abbandonato il sistema a menù o toolbar a favore di quello a ribbon.

Le due suite hanno sicuramente molte funzionalità tipiche degli elaboratori testuali, fogli elettronici, data base, presentazioni, ecc. ma presentano tante peculiarità che emergono soltando quando entrambe le suite vengono usate nelle tipiche funzioni di produttività individuale e di ufficio e non dai test di confronto di poche ore o pochi minuti.

Una “credenza” da sfatare rimane quella che  i due mondi, quello open source di LibreOffice e quello proprietario di Microsoft Office, siano due entità autonome ed indipendenti.

Così non è. Infatti, come ad esempio riportato su support.office.comIn seguito all’installazione di Microsoft Office System 2007 Service Pack 2 (SP2), sarà possibile aprire e salvare file nel formato ODT con estensione odt utilizzato da alcune applicazioni di elaborazione di testo, ad esempio OpenOffice.org Writer e Google Docs.

La compatibilità è differente per formati come .ods e .xlsx, come in effetti riportato su support.office.com ma con Microsoft Office 2016 la situazione va indubbiamente migliorando.

Anche se open source non significa gratuito ma aperto, come giustamente sostiene Richard Stallman quando chiarisce che free non è gratuito ma libero, nonostante le ormai più accessibili tariffe delle licenze MicrosoftOffice, il grande vantaggio della disponibilità della suite LibreOffice potrebbe abbattere determinati costi della Pubblica Amministrazione, come anche giustamente riportato nella presentazione a video di Vignoli, generando un beneficio diffuso.

Ed ora guarda l’interessante video di Italo Vignoli, fondatore del progetto LibreOffice e dell’associazione LibreItalia e lascia un commento.